mercoledì 28 dicembre 2011
Ciao a tutti e grazie!
Finisce l'anno e finiamo anche noi...quale modo migliore per salutarvi e ringraziarvi?
Beh,in realtà dovreste essere voi a ringraziare noi per avervi tenuto compagnia in questi anni,dove su queste pagine abbiamo discusso,riso,litigato e condiviso momenti che personalmente porterò sempre nel cuore.
Vi state chiedendo perchè molliamo tutto?! Perchè tutto ha una fine ed è giusto andarsene quando si è ancora i migliori,altrimenti rischi di fare la fine dei Rolling Stones,e vederci scrivere recensioni e live report con le rughe alla Keith Richards o tenuti in piedi con i fili come Mick Jagger non rientra nei nostri piani.
Si lo so,vi mancheremo...ma non è un problema nostro,quindi fatevi una vita fuori da qui: presenziate ai concerti,comprate i dischi e imparate a suonare uno strumento.E' tutto quello che vi abbiamo sempre chiesto,forse adesso sarete in grado di farlo!
Ringrazio tutti quelli che mi hanno accompagnato in questa avventura e con i quali continuerò ad essere sotto ad un palco a cantare e bere in allegria...per me "Cool Kids" ha sempre significato questo.
Per chi volesse continuare a seguire i miei sproloqui,potrà farlo qui : http://fidatevi.blogspot.com/
A tutti gli altri auguro un buon 2012,con la speranza che "uscire dalla merda" non resti il solito buon proposito ma un "fatto realmente accaduto".
So long,
Kallo
martedì 20 dicembre 2011
Music Buffet II - Giovedì 22 a Milano

Secondo appuntamento con MUSIC BUFFET - All You Can Eat
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Menu della sera del 22 Dicembre:
- DANGEROUS CHICKENS (La Spezia) - Lo-Fi Blues Duo (con membri dei Manges!!)
- THE PHOTOGENICS (Milano) - Punk-Rock Extravaganza
- SHA-RELLIES (Milano) - Rock'n'Roll
- LONEWOLFF (Milano) - Garage-Punk
Si inizia alle ore 22:00, puntuali a tavola!!
Al LIGERA, Via Padova, Milano!
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lunedì 19 dicembre 2011
23 Dicembre all'Arci Dallò: THE MANGES + RICCOBELLIS

THE MANGES - Punk Rock da Las*pezia
I Manges si sono formati nel 1993 a La Spezia, Italia. Suonano punk rock, ascoltano Ramones e Hard-ons, cominciano le canzoni urlando one-two-three-four, vestono tutti una divisa con maglie a strisce orizzontali, chiodo di pelle, jeans e sneakers. Hanno all'attivo tre album "The Manges `R` Good Enough", "The Manges Go Down" e "BAD JUJU". Hanno collaborato con importanti bands americane condividendo dischi (uno split cd con i Queers e uno con i McRackins), canzoni (gli Screeching Weasel hanno coverizzato un brano dei Manges), palchi (due tour, Europa e Usa con i Queers, e un tour USA con John Jughead degli SW alla chitarra) e studio di registrazione (Phillip Hill dei Queers ha prodotto il secondo album dei Manges, Joe Queer ha prodotto l'ultimo "Bad Juju"). L`attivita` live dei Manges li ha portati, oltre che in tutta la penisola Italiana, tre volte in tour attraverso gli USA e Canada, tre volte in UK, due tour Europei, un minitour in Spagna e numerose altre sortite estere in Germania e Olanda. Hanno fatto da spalla a Riverdales, CJRamone, MarkyRamone, Huntingtons, Queers, MrTExperience e molte altre importanti punk bands. I Manges sono stati votati nel 2006 dagli iscritti al sito punkadeka.it "punk band italiana dell'anno" e premiati da Freak Antoni al MEI di Faenza. Con Hervè dei Peawees (ex membro della band) i Manges condividono la cover band It's Alive che esegue l'omonimo disco live dei Ramones in giro per l'Italia. I Manges hanno suonato davanti a migliaia di tifosi della curva dell' Atalanta, di cui sono simpatizzanti, in occasione della Festa Della Dea a Bergamo. Ci sono diverse altre cose di cui potrebbero vantarsi ma per adesso basta. I Manges sono composti dai fondatori Andrea (voce e chitarra), Mass (basso) e Manuel (batteria), con Mayo (chitarra) nella formazione dal 2011. Se non sono in giro a suonare, li si trova davanti o dietro al bancone della Skaletta Rock Club di LaSpezia.
www.manges.it
RICCOBELLIS - Punk Rock da Brescia
http://www.myspace.com/riccobellis
Entrata con tessera Arci
Sottoscrizione da soci 5 €
www.arcicastiglione.it
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giovedì 15 dicembre 2011
Quando Cantù colpisce...non ce n'è per nessuno!
Suonata e cantata da: The Leeches Labradors Gretels Faz Waltz Vanillina Animal Boy Gecofish Lactis Fever Bodo Potage Bug and the Whatelotion I lona Staller Emil Capreras Flav T Mastrangelo The Wavers
Registrata @ New Mood Recording Studio Frederic Mazzei e Andrea Ferro
Riprese e montaggio di Pietro Porro, Caterina Colombo e Alessandra Colombo
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DOMANI SERA: THEE STP + MOTO A Trezzo sull'Adda

OTIS TOURS & DR FEELGOOD PRESENT A LIVE PUNK GARAGE NIGHT WITH:
/// THEE STP ///
/// M.O.T.O. (USA) ///
DR FEELGOOD (VIRGIN RADIO)
Thee STP: sporco rock and roll, suonato ad alto volume, col cuore sanguinante di passione! Dal 1995 questa band porta in giro per l'Italia, l'Europa e gli USA il verbo del punk rock and roll, senza mai deludere.
I M.O.T.O sono in tour con “Raw Power”, un album senza data di scadenza, che suonerà ancora potente fra 20 anni. Nulla a che vedere con il punk modaiolo di oggi, di domani o di dopodomani.
VENERDI' 16 DICEMBRE, ore 22:00
AMIGDALA - Trezzo Sull'Adda (Milano)
INGRESSO: 7 € /5 con tessera universitaria
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mercoledì 14 dicembre 2011
Making Believe Records New Website

L'etichetta del dinamico due friulano ormai dovreste conoscerla tutti. Per permettervi di ordinare con più facilità tutto il loro catalogo Fabio e Veronica hanno recentemente messo online il sito web:
www.mbrecords.it
Dai che siamo sotto Natale...date un'occhio al catalogo e mano al portafogli!
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Soundtrack Of A Summer - Holes

Sìori e Sìore ecco a voi la miglior uscita targata Rocketman Records! I Soundtrack Of A Summer sono un quartetto proveniente da Parma che sinceramente non avevo mai sentito nominare, ma ringrazio il mio caro amico Marco Calloni per avermeli fatti conoscere. Holes è il loro album di debutto e credetemi è davvero ben riuscito. Ci sento echi di Get Up Kids e Jimmy Eat World (tra l’altro due dei pochi nomi non pallosi dell’ondata american alternative rock di fine anni ’90, poi rovinata da una quantità inenarrabile di gruppaci) oltre che dei primissimi Foo Fighters. Sebbene non sia proprio la mia "cup of tea" questo album mi è davvero piaciuto. Oltre agli ottimi arrangiamenti ci sono le canzoni (che non è cosa da poco…) e poi siamo sinceri, suonare questo genere senza risultare soporiferi non è mica facile! Chapeau.
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sabato 10 dicembre 2011
La Crisi - III Paura A Colazione

Dopo un paio di 7" ecco finalmente il seguito dell'ottimo Tutti a Pezzi, il disco che mi ha fatto conoscere ed innamorare dei La Crisi. Registrato negli Stati Uniti sotto la supervisione di Kurt Ballou (Converge) questo terzo LP non si discosta particolarmente (per fortuna aggiungerei...) da quanto proposto in precedenza dal quartetto milanese. 14 pezzi di Hardcore suonato come si deve, con i Bad Brains nel cuore. Un muro di riff velocissimi, ma assolutamente non scontati o banali, che fanno da contraltare al classico cantato di Mayo che sbraita testi intrisi di disillusione, rabbia, disagio e frustrazione. Se poi ci aggiungete il fatto che l'artwork è davvero un capolavoro e che il disco è un'autoproduzione (oltre che in CD potete trovarlo anche in vinile blu e bianco trasparente) mi sembra evidente che procurarselo sia cosa buona e giusta.
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domenica 4 dicembre 2011
MANGES @ Skaletta (last Richie Show)

E così arriva il momento di un'altra trasferta a Las Pezia. Stavolta l'occasione è il concerto dei Manges che sancisce il passaggio del testimone da Richie a Mayo (La Crisi, come tutti saprete) alla chitarra.
Arriviamo (io, la Marty e Albe) in Skaletta per le 22 a digiuno, dopo un viaggio abbastanza allucinante. La figata è che a dispetto delle previsioni, a Spezia non piove e ci saranno 15 gradi, e ce la godiamo abbastanza. Il locale è ancora deserto e quindi decidiamo di farci un giro in città a cercare qualcosa da mangiare. Camminiamo un sacco senza trovare niente e dobbiamo ripiegare su una pizzeria da asporto: io e la Marty consumeremo una romantica pizza sul gradino davanti all'ingresso di un condominio. Per le 23 torniamo in Skaletta, cominciamo ad incontrare le prime facce note tra cui la crew di Trento, in questa occasione rappresentata da Zeno, Ivan(o Loris o Gianni) e il loro amico Spood che darà spettacolo durante la serata. L'orario di inizio è previsto circa per mezzanotte e mezza per cui c'è tutto il tempo di bere svariate birre e guardare il locale riempirsi. Per le 12.30 parte la intro e la band sale sul palco: per la serata in formazione a cinque, con Mayo e Richie alle chitarre e Andrea alla voce. La scaletta è la solita, chi ha visto i Manges recentemente sa di cosa parlo. L'unica novità è l'assenza di Ten Shots, sostituita da Duck and Cover. I Manges ormai li ho visti in tutte le salse, ma vederli in Skaletta è senz'altro un gradino sopra le altre occasioni; il calore del locale e del pubblico è incredibile, e anche se è la millesima volta che senti quei pezzi non puoi fare a meno di divertirti e cantare ogni sillaba. La formazione a cinque, tra l'altro, è spettacolare: Andrea ha delle doti di frontman che la chitarra nasconde molto; con le mani libere ha dato spettacolo Joey Ramone style. La band si spara circa un'oretta di show, con cinque bis, e dopo scatta il party. Dj set misto Ramones misto trash italiano e non, con lo spettacolo garantito dai trentini che ballano a petto nudo sul palco e si rotolano sul pavimento (sporco e infangato in un modo impressionante). Beviamo altre mille birre e restiamo in Skaletta fino alle 5, dopodichè cominciamo a perdere i pezzi del gruppo e decidiamo di ritirarci in albergo. Paura e panico, e se un povero stronzo potesse dire la sua aggiungerei: Manges, perchè non rimanete in formazione Ramones? Come direbbe Kevin Aper, grande spectacolo!
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sabato 3 dicembre 2011
BARE WIRES @ PLASTIC (London Loves) - Milano
Sono diventato caporale di America's Army proprio due giorni fa. Tuttavia era da mesi che aspettavo i Bare Wires a Milano e quindi ho spento il computer e ho lasciato il comando del plotone a una manciata di utenti dai nickname poco raccomandabili come "Lt.Bormann" e "Berghof_Holiday_44".
A tutto questo aggiungiamoci il fatto che esco dalla mia prima settimana di lavoro ed il gioco è fatto...sono stanco a mille e proprio per questo devo uscire di casa il prima possibile se no rischio di addormentarmi senza ritegno. Esco alle 21.35. Il Plastic non apre prima delle 23.30. Faccio la Milano-Meda a 45 orari e mi permetto anche il vezzo di tirar giù il finestrino al grido di "faceva più freddo a Bastogne!". Quando arrivo la strada davanti al locale è ancora priva del parcheggio selvaggio che la contraddistingue. Per questo motivo mi sento in imbarazzo ad essere il primo a dare inizio alla fila di macchine abusive e quindi mi faccio un paio di giri dell'isolato in cerca di parcheggi meno appariscenti.
Grazie al cielo nel giro di pochissimo becco al bar dietro l'angolo un manipolo di amici, tra cui il mio spacciatore musicale ancora una volta responsabile della mia presenza allo show, e quindi mi sparo 4 chiacchiere in compagnia. Tempo un'oretta e fuori dall'ingresso del Plastic inizia ad accalcarsi gente, arrivano quindi altri amici e si decide di andare al cinese per una birra (che poi non prenderò) e per una toccata e fuga al bagno all'aperto del locale (e anche qui, al grido di "faceva più freddo a Bastogne!", incito il mio pirillo ad assumere forma umana e possibilmente prensile e ad uscire allo scoperto, ma probabilmente lui a Bastogne ci deve essere morto).
Insomma, tra una risata e l'altra entro al Plastic ed inizio a ciondolare sulle note dei Dj (che mi permetto di dire in simpatia che NON hanno ammazzato il rock'n'roll come si dice di questi tempi - Zamu nun te incazzà). C'è un sacco di gente a sto giro, sarà che il freddo inizia a colpire senza pietà e quindi le persone tendono a fare meno "piazza" per la strada. Poco male, si balla di più cercando di star dietro agli aerobici gesti delle due cubiste senza seni (male) ma con tanto cu..ore. Ondeggio per la sala con fare guardingo ed ecco che vedo arrivare i Bare Wires vestiti esattamente come nei loro video: il cantante/chitarrista è una specie di Joey Ramone in versione hippy e con delle camicie che potrebbero riscrivere il significato del termine "buon gusto"; il bassista sembra un bambino con un jeans rosa e dei capelli di chi sembra aver condiviso l'utero materno con Stacy Peralta; il batterista sembra il figlio di Mangiafuoco, con questa barba nero corvino e questo incedere da figlio dei fiori disilluso convertito al punkrock....insomma una band di tutto rispetto.
Salgono sul palco davanti ad una folla curiosa ed in vena di danza ed attaccano con una breve ed intensa scaletta. I volumi sono buoni, batteria, basso e chitarra sono presenti e roventi....la voce invece latita un pochino come da buona tradizione. Ho sempre pensato che il problema fosse dei locali, ma invece ora ho capito che è un problema di questo filone di band al confine con il punk, il garage, l'indie ed il surf......si fanno sparare un effetto "eco-checca" che è praticamente impossibile far uscire qualcosa di buono dalle casse....vacci a capire. Tanto è vero che tra un pezzo è l'altro il frontman dice qualche frase complessa, ma alle mie orecchio il tutto assomiglia molto ad una scorribanda del Dio Eolo per i mari del Sud.
I Bare Wires suonano davvero bene...così bene che subito dal primo pezzo il buon vecchio Mangiafuoco decide di abbassare il livello generale perdendo per ben due volte consecutive le bacchette. Noi ci spaventiamo e pensiamo siano delle ciofeche, ma in realtà è tutta una burla per aumentare la suspance. Fighi, c'è poco da dire...un mix fra i Dead Boys di "We Have Come for Your Children", i Beach Boys di "non-so-che-cazzo-fate-vobis" ed i Ramones....roba da fighetti? Ma quando? Ma dove? Ma piuttosto la domanda sorge spontanea....i fans di No Bunny dove cazzo erano? Peccato, ci deve essere qualcosa che non va, una sorta di razzismo a casaccio totalmente random....amen. Hit come "don't ever change" (fatta a tutta velocità in versione live - anche se la biondina del video speravo venisse con loro in tour cazzo), "Peculiar Julia" o "I (heart) you tonite" sono pezzi da ballo sfrenato, poche storie...ci sono più assonanze tra i Bare's ed i Queers che tra altre band che vanno tanto nel nostro piccolo ed inutile "giro".
30 minuti e lo show è finito dopo un timido bis in cui speravo facessero "Romanic Girl", ma invece vengo smentito. Riparte la musica e ripartono i balli, così sfrenati che raggiungo a fatica la minuscola postazione dietro la consolle in cui il cantante cerca di vendere qualche cosa di merch. Magliette 10 euro....no, mia mamma si arrabbierebbe se ne porto un'altra a casa....cassettina 5 euro.....poco pratica, ma simpatica....10" 15 euro....ecco magari qualcuno gli spieghi che l'euro sta crollando e non sono obbligati a fare il cambio cosi alla lettera. Alla fine opto per la cassetta e ho fatto la scelta giusta. Trattasi di un live al Burger con lato A dei Bare Wires e lato B dei Cumstains registrato in maniera a dir poco professional. Sinceramente non me ne fotte un cazzo della cassettina in sè...ma quei 5 euro sono valsi la pena solo per il mio sorriso quando ho visto la rozzezza della copertina...semplicemente idoli totali...non ci credevo (anche se poi a casa scopro che quelle che sembrano scritte a penna sono in realtà stampate su una copertina personalizzata Burger Records). Scambio due parole con il cantante che è simpatico e disponibile e farfuglia qualcosa di lunghissimo sull'italia al quale io rispondo con cenni del capo patriottici e senza senso fino a quando capisco finalmente qualcosa come "the people in this club are great and they dress so cool" al che capisco che il tipo apprezza la peluche e quindi annuisco con ancor più patriottismo. Lo saluto perchè la stanchezza torna feroce e lui è così gentile che ho paura di affezionarmici troppo...scappo via mentre la gente continua a ballare...tornare a casa alle 2.30 dal plastic senza qualche passo di danza sui Ramones mi lascia con l'amaro in bocca...poi prendo una mentina e ingrano la quarta, destinazione Brianza.
Non lasciatevi sfuggire queste band solo perchè non compaiono nella distro dell'It's Alive (che sono pure stronzi e a favore del copyright).
A tutto questo aggiungiamoci il fatto che esco dalla mia prima settimana di lavoro ed il gioco è fatto...sono stanco a mille e proprio per questo devo uscire di casa il prima possibile se no rischio di addormentarmi senza ritegno. Esco alle 21.35. Il Plastic non apre prima delle 23.30. Faccio la Milano-Meda a 45 orari e mi permetto anche il vezzo di tirar giù il finestrino al grido di "faceva più freddo a Bastogne!". Quando arrivo la strada davanti al locale è ancora priva del parcheggio selvaggio che la contraddistingue. Per questo motivo mi sento in imbarazzo ad essere il primo a dare inizio alla fila di macchine abusive e quindi mi faccio un paio di giri dell'isolato in cerca di parcheggi meno appariscenti.
Grazie al cielo nel giro di pochissimo becco al bar dietro l'angolo un manipolo di amici, tra cui il mio spacciatore musicale ancora una volta responsabile della mia presenza allo show, e quindi mi sparo 4 chiacchiere in compagnia. Tempo un'oretta e fuori dall'ingresso del Plastic inizia ad accalcarsi gente, arrivano quindi altri amici e si decide di andare al cinese per una birra (che poi non prenderò) e per una toccata e fuga al bagno all'aperto del locale (e anche qui, al grido di "faceva più freddo a Bastogne!", incito il mio pirillo ad assumere forma umana e possibilmente prensile e ad uscire allo scoperto, ma probabilmente lui a Bastogne ci deve essere morto).
Insomma, tra una risata e l'altra entro al Plastic ed inizio a ciondolare sulle note dei Dj (che mi permetto di dire in simpatia che NON hanno ammazzato il rock'n'roll come si dice di questi tempi - Zamu nun te incazzà). C'è un sacco di gente a sto giro, sarà che il freddo inizia a colpire senza pietà e quindi le persone tendono a fare meno "piazza" per la strada. Poco male, si balla di più cercando di star dietro agli aerobici gesti delle due cubiste senza seni (male) ma con tanto cu..ore. Ondeggio per la sala con fare guardingo ed ecco che vedo arrivare i Bare Wires vestiti esattamente come nei loro video: il cantante/chitarrista è una specie di Joey Ramone in versione hippy e con delle camicie che potrebbero riscrivere il significato del termine "buon gusto"; il bassista sembra un bambino con un jeans rosa e dei capelli di chi sembra aver condiviso l'utero materno con Stacy Peralta; il batterista sembra il figlio di Mangiafuoco, con questa barba nero corvino e questo incedere da figlio dei fiori disilluso convertito al punkrock....insomma una band di tutto rispetto.
Salgono sul palco davanti ad una folla curiosa ed in vena di danza ed attaccano con una breve ed intensa scaletta. I volumi sono buoni, batteria, basso e chitarra sono presenti e roventi....la voce invece latita un pochino come da buona tradizione. Ho sempre pensato che il problema fosse dei locali, ma invece ora ho capito che è un problema di questo filone di band al confine con il punk, il garage, l'indie ed il surf......si fanno sparare un effetto "eco-checca" che è praticamente impossibile far uscire qualcosa di buono dalle casse....vacci a capire. Tanto è vero che tra un pezzo è l'altro il frontman dice qualche frase complessa, ma alle mie orecchio il tutto assomiglia molto ad una scorribanda del Dio Eolo per i mari del Sud.
I Bare Wires suonano davvero bene...così bene che subito dal primo pezzo il buon vecchio Mangiafuoco decide di abbassare il livello generale perdendo per ben due volte consecutive le bacchette. Noi ci spaventiamo e pensiamo siano delle ciofeche, ma in realtà è tutta una burla per aumentare la suspance. Fighi, c'è poco da dire...un mix fra i Dead Boys di "We Have Come for Your Children", i Beach Boys di "non-so-che-cazzo-fate-vobis" ed i Ramones....roba da fighetti? Ma quando? Ma dove? Ma piuttosto la domanda sorge spontanea....i fans di No Bunny dove cazzo erano? Peccato, ci deve essere qualcosa che non va, una sorta di razzismo a casaccio totalmente random....amen. Hit come "don't ever change" (fatta a tutta velocità in versione live - anche se la biondina del video speravo venisse con loro in tour cazzo), "Peculiar Julia" o "I (heart) you tonite" sono pezzi da ballo sfrenato, poche storie...ci sono più assonanze tra i Bare's ed i Queers che tra altre band che vanno tanto nel nostro piccolo ed inutile "giro".
30 minuti e lo show è finito dopo un timido bis in cui speravo facessero "Romanic Girl", ma invece vengo smentito. Riparte la musica e ripartono i balli, così sfrenati che raggiungo a fatica la minuscola postazione dietro la consolle in cui il cantante cerca di vendere qualche cosa di merch. Magliette 10 euro....no, mia mamma si arrabbierebbe se ne porto un'altra a casa....cassettina 5 euro.....poco pratica, ma simpatica....10" 15 euro....ecco magari qualcuno gli spieghi che l'euro sta crollando e non sono obbligati a fare il cambio cosi alla lettera. Alla fine opto per la cassetta e ho fatto la scelta giusta. Trattasi di un live al Burger con lato A dei Bare Wires e lato B dei Cumstains registrato in maniera a dir poco professional. Sinceramente non me ne fotte un cazzo della cassettina in sè...ma quei 5 euro sono valsi la pena solo per il mio sorriso quando ho visto la rozzezza della copertina...semplicemente idoli totali...non ci credevo (anche se poi a casa scopro che quelle che sembrano scritte a penna sono in realtà stampate su una copertina personalizzata Burger Records). Scambio due parole con il cantante che è simpatico e disponibile e farfuglia qualcosa di lunghissimo sull'italia al quale io rispondo con cenni del capo patriottici e senza senso fino a quando capisco finalmente qualcosa come "the people in this club are great and they dress so cool" al che capisco che il tipo apprezza la peluche e quindi annuisco con ancor più patriottismo. Lo saluto perchè la stanchezza torna feroce e lui è così gentile che ho paura di affezionarmici troppo...scappo via mentre la gente continua a ballare...tornare a casa alle 2.30 dal plastic senza qualche passo di danza sui Ramones mi lascia con l'amaro in bocca...poi prendo una mentina e ingrano la quarta, destinazione Brianza.
Non lasciatevi sfuggire queste band solo perchè non compaiono nella distro dell'It's Alive (che sono pure stronzi e a favore del copyright).
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